Pressione e caduta dei capelli: esiste qualche relazione?

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Un recente studio prodotto dalla Washington University School of Medicine di St. Louis in America, ha chiarito come i fattori genetici e lo stile di vita possano avere ripercussioni sul nostro cuore, e conseguentemente incidere anche sulla salute dei nostri capelli e sulla caduta dei capelli.

La pressione sanguigna, in queste circostanze, riveste un ruolo chiave: esisterebbe, infatti, un legame tra l’ipertensione e la caduta dei capelli. La calvizie può essere un indicatore delle condizioni di salute della persona, tra cui: ipertensione e malattie cardiovascolari. Nello studio si ipotizza che disordini metabolici come cardiopatia coronarica, l’obesità e disfunzioni ormonali potrebbero essere alla base della calvizie, ma è ancora da dimostrare.

In questo specifico caso, il trattamento dell’ipertensione con betabloccanti può causare una forma di telogen effluvium. Un certo numero di farmaci, infatti, può interferire con il ciclo follicolare e causare la caduta dei capelli. Solitamente le alopecia da farmaci hanno carattere di reversibilità quando la cura viene sospesa. La possibilità che si verifichi la perdita dipende dalla tipologia di farmaco e dalla predisposizione della persona.

Come incide il farmaco nel ciclo di crescita dei capelli?

Per prima cosa è opportuno capire come certi farmaci, possano alterare il regolare ciclo di sviluppo del capello. Vediamo come:

  1. causando un arresto improvviso dell’attività mitotica delle cellule della matrice (anagen effluvium);
  2. interrompendo la fase anagen e determinando un prematuro passaggio del follicolo dalla fase di crescita a quella di riposo (telogen effluvium).

Nel primo caso, la caduta dei capelli si verifica dopo alcune settimane dall’assunzione del farmaco. La perdita è improvvisa e può interessare tutto il cuoio capelluto. Trattandosi un fenomeno temporaneo e reversibile la ricrescita dei capelli avverrà alcuni mesi dopo la cura.

Nel secondo caso, la caduta diventa evidente 2-4 mesi dopo la somministrazione del farmaco. La calvizie non sempre è visibile ma la perdita è costante, può quindi essere di lieve entità o più importante. Anche in questo caso l’effetto è reversibile sempre che non diventi cronica e possa evolversi in alopecia androgenetica.

Che cosa fare?

Si consiglia di monitorare l’entità della caduta dei capelli e di rivolgersi ad uno specialista per accertare le cause scatenanti ed elaborare una cura atta a contrastare il fenomeno. Una corretta anamnesi del caso è il punto di partenza per intraprendere la corretta via della soluzione del problema.

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