Homotrapianto monobulbare: di cosa si tratta?

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Il trapianto di capelli è un infoltimento chirurgico ad oggi di eccellente qualità, si compone sostanzialmente di 3 macrofasi:

  1. preparazione: il trapianto di capelli è una soluzione assolutamente soggettiva e dipendente da numerosi fattori che solo un incontro personale può evidenziare. Uno dei problemi principali è legato alla comprensione del fatto che una certa quota di stempiatura è assolutamente normale nel tempo ed è quindi palesemente errato ricreare in età non più giovanissime una “testa da ventenne”. Il risultato del trapianto di capelli è determinato da molti fattori, sicuramente tra questi ricordiamo l’obiettivo iniziale, la densità della zona di prelievo e il numero di interventi. Ad oggi molti casi vengono risolti con un solo intervento ma non si tratta di una regola definitiva.
  2. intervento: il trapianto di capelli è un intervento di qualità eccellente la cui unica difficoltà principale consiste a volte nella lunghezza a livello di tempi tecnici di realizzazione, è infatti normale assistere ad interventi di diverse ore. Per quanto riguarda la sedazione vi è un ampio dibattito in merito alla necessità o meno in sala operatoria di un anestesista: i vantaggi di questa soluzione sono legati ad una maggiore sicurezza per il paziente e soprattutto ad una pre-anestesia di qualche minuto che rende impercettibile l’anestesia locale costituita da micro-punture che alcuni ritengono fastidiose, altri medici e pazienti invece (di scuola opposta) ritengono assolutamente inutile la presenza dell’anestesista. Dopo la sedazione si passa al prelievo, che consiste nell’asportazione di una parte di cuoio capelluto, che viene poi ceduto a mani esperte per la miniaturizzazione dei bulbi. Questa parte dell’intervento non presenta alcun problema a livello di suturazione e vascolarizzazione della zona che si rende assolutamente disponibile per eventuali futuri prelievi, è convenzione estrarre cuoio capelluto con altezza inferiore a 1,5 cm per non avere difficoltà nel suturare il paziente. La densità di capelli varia tra 60 e 90 unità follicolari per centimetro quadrato. Storicamente il trapianto di capelli avveniva con innesti di piccoli ciuffi, l’evoluzione e l’innovazione ci portano oggi a parlare di trapianto follicolare nel caso in cui si innesti un numero di capelli, da 1 a 4, appartenente allo stesso gruppo (che condividono cioè lo stesso canale di salita verso la superficie). Il trapianto di capelli è oggi a livelli veramente interessanti, l’attecchimento percentuale è molto buono ed un chirurgo importante può impiegare da 5 a 10 secondi per innesto se ben affiatato con l’operatore che lo coadiuva.
  3. post intervento: si inserisce nel post intervento anche la medicazione per ragioni concettuali, solitamente questa consiste in una benda elastica che aiuta a mantenere la compressione nella zona di prelievo, solitamente non viene invece medicata la zona trapiantata. A livello estetico un trapianto in condizioni di diradamento non porta chi ci sta vicino ad accorgersi della mutata condizione, in altri casi solitamente il trapianto può essere confuso con problematiche del cuoio capelluto come irritazioni o dermatiti. Dopo 14 giorni i punti di sutura vengono tolti.
È buona norma giudicare la buona riuscita di un trapianto di capelli solo 5 o 6 mesi dopo l’avvenuto intervento, ma è dopo un anno che si ha la normalizzazione dei processi di crescita, sono consigliate visite di controllo dopo 3, 6 e 12 mesi.

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