Il trapianto capelli è un grande traguardo per i nostri pazienti perché rappresenta il
capitolo finale di un rapporto di amore-odio con la propria immagine: il coraggio di
cambiare e il desiderio di riconoscersi finalmente (con più capelli). Fortunatamente il
verdetto è sempre positivo: “ad averlo fatto prima”, “con il senno di poi l’ avrei fatto molto tempo fa” e così via.
Ma dopo l’operazione cosa succede? C’è una routine da seguire oppure no? E
soprattutto: il post trapianto capelli è uguale per tutti? La risposta breve è no. Cambia in
base alla tecnica usata, ai tempi di cicatrizzazione e a dove hai fatto l’intervento. In
questo articolo ti aiutiamo a fare chiarezza, passo dopo passo.
Caso 1: Quando il trapianto capelli è estero
Con l’ondata di trapianti eseguiti all’estero spinti da pacchetti “tutto incluso” e listini
molto competitivi, è cresciuta enormemente la domanda di chi cerca come gestire
l’igiene del cuoio capelluto e la manutenzione nei giorni, nelle settimane e nei mesi
successivi all’intervento.
Il punto critico è proprio questo: il post trapianto capelli è un momento importante e
molto delicato, la cui trascuratezza può arrivare a compromettere il successo
dell’intervento stesso. E chi rientra in Italia dopo un trapianto all’estero spesso lo fa
senza un protocollo chiaro da seguire, magari con istruzioni in un’altra lingua o con
un’assistenza difficile da raggiungere a distanza.
Non si tratta di demonizzare il trapianto all’estero: si tratta di non lasciare scoperta la
fase più delicata. Avere un punto di riferimento vicino a casa, nelle settimane successive,
fa la differenza.
A diverso trapianto corrisponde diversa manutenzione
I metodi impiegati nel trapianto capelli non sono gli stessi ovunque per cui ad ogni
operazione corrisponde una prassi post-intervento diversa. Ciò che vediamo spesso nei
centri Prontocapelli sono persone che hanno eseguito il trapianto all’esterno ma, una
volta terminato il tutto, tornano in Italia sprovvisti del protocollo da seguire. Perché il
metodo utilizzato influisce così tanto nei giorni a seguire? Perché dipende dalla
cicatrizzazione.
A livello di cuoio capelluto, cosa avviene dopo un trapianto?
Dopo il trapianto capelli si formano molte crosticine che non vanno mai rimosse
perché è importante che si stacchino da sole. Se le crosticine faticassero ad
auto-rimuoversi, potrebbero formarsi delle follicoliti, fenomeni che si manifestano
sottocute, e che possono trasformarsi in infezioni.
Le follicoliti devono essere quindi fermate in tempo, ma come? Il centro tricologico dove
si è eseguito il trapianto rimane a disposizione i giorni seguenti all’intervento proprio per
monitorare l’insorgere di eventuali problematiche.
In base ai tempi della cicatrizzazione viene poi stabilito il primo shampoo post trapianto.
Caso 2: Quando il trapianto è di Prontocapelli
Prontocapelli segue i suoi pazienti fino alla fine del percorso aiutando la fase di
cicatrizzazione con uno strumento dermatologico chiamato Bioptron: questa tecnologia
stimola i processi rigenerativi dei tessuti per una più veloce guarigione delle ferite, e
riduce, inoltre, le cicatrici al minimo.
La terapia con Bioptron limita il rischio di infezioni dovute alla presenza di ferite aperte e
riduce la necessità di altri trattamenti.
I centri Prontocapelli assistono i propri pazienti ma mettono a disposizione i loro
macchinari e i loro trattamenti anche a chi non ha eseguito il trapianto con loro.
Trattamenti all’ozono, tecnologia Bioptron, prodotti e shampoo specifici per un cuoio
capelluto che ha da poco subito un trauma come quello di un trapianto lungo e in
anestesia sono strumenti importanti per poter vivere serenamente un sogno diventato
realtà.
Hai fatto un trapianto e cerchi supporto nel post? Vieni a Rovigo
Se hai eseguito un trapianto di capelli, in Italia o all’estero, e vuoi affrontare il
post-operatorio senza lasciare nulla al caso, nel nostro centro di Rovigo possiamo
valutare il tuo cuoio capelluto, monitorare la cicatrizzazione e accompagnarti con
trattamenti Bioptron, ozono e prodotti dedicati.