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Alopecia universale

L’alopecia universale (o universalis) è l’evoluzione più grave della patologia che provoca la caduta dei capelli. Se con l’alopecia androgenetica e l’alopecia areata si verifica un assottigliamento e una caduta parziale dei capelli, con l’alopecia universale si assiste a una totale perdita di tutti i peli corporei. In forma acuta, la caduta universale viene raggiunta anche in poche settimane; in forma più lieve, invece, la caduta si completa nel giro di un paio d’anni. L’alopecia universale è decisamente una forma estrema, più grave anche dell’alopecia totale (o totalis), nella quale la perdita coinvolge tutti i capelli: l’alopecia totale comprende, in alcuni casi, la caduta anche di ciglia e sopracciglia ma non include gli altri peli corporei.

Il processo che porta alla caduta di tutti i peli corporei è dovuto a dei meccanismi autoimmuni dell’organismo: pertanto, possiamo concludere che l’alopecia universale è molto simile all’alopecia areata, anzi ne costituisce la sua evoluzione più grave. In questi casi, il sistema immunitario aggredisce il follicolo pilifero: il capello viene espulso e il follicolo passa ad una situazione di quiescenza per un periodo di tempo imprevedibile, che può durare mesi o anche anni.
L’alopecia universale può colpire sia gli uomini che le donne di qualunque età e, a causa dei radicali stravolgimenti che porta alla configurazione estetica della persona, può avere importanti implicazioni psicologiche, come ansia e depressione, che si possono comunque verificare anche in seguito a forme di alopecia meno gravi rispetto alla fattispecie universalis.

Questa forma di alopecia si riscontra con un’incidenza di due casi e mezzo ogni 10.000 persone (0,025%) e, al momento attuale, non sono presenti delle terapie che possano invertire con certezza l’andamento della patologia. Vi sono, però, numerosi trattamenti sperimentali che provano ad affrontare il problema utilizzando agenti immunoregolatori.